- T e a t r o
- “Siamo seduti sopra un tappeto. Questo tappeto peraltro è piuttosto sporco, perché è stato vittima innocente di uno spettacolo teatrale. Non immaginate un vero spettacolo teatrale, per carità il teatro c’era, il copione anche, la scenografia per quanto improvvisata c’era anche lei. Ma poi c’erano loro, le canzoni, soprattutto. Perché con le canzoni il resto poteva anche non esserci. Però c’era. Come dice sempre Anselmo, il nostro amico poeta, le canzoni non vengono mai da sole. Infatti c’erano pure, quella sera, la sera del tappeto, quelli che di solito suonano le canzoni. Le suonano perché obbligati, poverini, da soli non lo farebbero mica. Invece messi in mano a qualche farabutto del nostro stampo devono a tutti i costi, volenti o nolenti, esprimere il concetto.
Nicola Travaglia, “Dottoressa chiamata Aprile”
IlTeatroè
- "La Nave Pirata" e "Il violino dei Poveri"
- "La Nave Pirata" è il motivo per cui la Piccola Compagnia “Behemoth” suona De Andrè. Anzi è la causa stessa della nascita della Compagnia. Il gruppo del gattaccio infatti è sorto intorno al desiderio di Emanuele Zavattero di produrre uno spettacolo teatrale che parlasse di Fabrizio De Andrè, o perlomeno delle sue storie. Subito ne parlò a Luciano De Blasi e così, durante qualche sera fatta di mirto, corde e qualche idea sballata nacque uno strano copione, inclassificabile tra i generi teatrali. C’è la musica di De Andrè suonata e cantata dal gruppo, ma non è un concerto: i musicisti infatti stanno ai lati della scena. Ci sono gli attori, ma non è un musical: loro non cantano.
- E ci sono le ballerine, ma non è un balletto: loro non ballano semplicemente ma descrivono quello che sentono cantare. E per finire ad aiutarle ci sono le fotografie, proiettate sullo sfondo a cambiare l’ambientazione, a seconda delle note, a seconda delle parole, a seconda delle strofe, a seconda dell’umore del protagonista. E le fotografie che possono raccontare il reale o possono mentire, sono inserite al centro di una scenografia divisa in due: una parte realistica, una parte astratta, fantasiosa. Ma nessuno può dire quale delle due sia la vita, e quale, ciò che c’è oltre.
- In questo scenario confuso si aggira un Protagonista Anonimo, confuso anche lui, impaurito, trasandato e poco raccomandabile ad un primo esame. La ragione della sua comparsa dal nulla in un celebre carruggio di Genova non ci è nota e non è nota nemmeno a lui. Così nei due atti che compongono lo spettacolo assistiamo ad una ricerca incessante di risposte, in parte svelate e in parte no, la ricerca di qualcosa che alla fine il Protagonista Anonimo troverà, come fanno tutti.
- Tutto questo è La Nave Pirata e la Nave Pirata è Fabrizio De Andrè o almeno quello che ha creato in noi con le sue canzoni.
Firmate il Guestbook della Compagnia!!!